Attinenze tra Monica Bellucci , Belen Rodriguez ed il codice dei contratti. La sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Come risolvere alcuni problemi di normalizzazione  dei valori quando il criterio di aggiudicazione è l’offerta economicamente più vantaggiosa, articolo 95 comma 3 D.lgs 50/16.

Spesso capita, per scelta o per espressa previsione legislativa di dovere attribuire un appalto utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Nel valutare la parte squisitamente economica, che (ricordo) potrebbe anche non esservi, la normalizzazione dei prezzi avviene con la semplice e nota funzione lineare scritta al fine di normalizzare il valore economico ( massimo 30 punti ) al prezzo più basso ricevuto in offerta.

Un grosso errore, consiste invece, nell’utilizzare le stesse funzioni, o tabelle ( quindi valori discreti e non lineari) anche per quanto riguarda le qualità non economiche dell’offerta.

Seppure alcune tabelle sono corrette ed indispensabili, queste sono inefficaci quando la valutazione cade sui requisiti  non quantizzabili, quando in altre parole si devono valutare le qualità delle offerte non quantificabili in numeri e valori discreti.

Da questo punto di vista è importantissima la sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Proviamo a capirci con un esempio , nel valutare ai sensi del terzo comma dell’articolo 95 del codice dei contratti la fornitura di un server nevralgico per il nostro Ente abbiamo come da bando e lettera :

Massimo 30 punti per la tempestività dell’intervento tecnico

Massimo 70 punti per la qualità generale dello staff d’intervento e la professionalità

Pur essendo quantificabili come “offerta qualificativa” per il primo punto una tabella ci risolve ogni problema , ad esempio, 10 punti per interventi entro le 12 ore , 20 punti per 6 ore, 30 punti per 3 ore, ma per il valore della qualità generale come dobbiamo comportarci ? come posso normalizzare e quindi spostare la discrezionalità della commissione verso la componente tecnica allontanandomi dalla discrezionalità dell’an ?

Molti bandi sono fallaci sotto questo punto di vista, la questione non è solo teorica, nel regolamento 207/10 era prevista una specifica tecnica e che ancora deve essere utilizzata come detto dalla sentenza CdS 2969/17.

Un esempio scherzoso , forse sessista , ma efficace .

Incontro con un gruppo di amici, siamo in tre e dopo due birre ghiacciate decidiamo di fare una classifica di bellezza e le candidate sono :

 

Monica Bellucci (86-61-89)
Belen Rodriguez (83-65-89)
Aida Yespica  (90-61-91)
Manuela Arcuri (94-63-96)

 

Se decidessimo di valutarle solo in funzione delle loro misure la valutazione non sarebbe difficile ma si ridurrebbe a valorizzare maggiormente il seno od il lato B, comunque sono valutazioni che noi maschietti facciamo dopo la quinta birra e non solo due, vogliamo essere più completi e valutare la bellezza globale delle tre donne .
Come fare ? molto soggettivo ? si certamente  soggettivo , e se questo eccesso di “soggettivo’ dovesse capitare in commissione ex articolo 77 50/16 sarebbero guai .

Usciamone assieme seguendo le norme del vecchio regolamento come dice anche il CdS.
La commissione ex articolo 77 è composta da Mario, Paolo e me e subito ci viene un  dubbio, il seguente “ come poter valutare quattro bellezze così stravolgenti ?” Come ogni gruppetto di amici che bevono birra pensiamo subito ad una normalizzazione dei valori con il confronto a coppie basandoci su valori delle qualità lessicali, come più bella di …, bella uguale a , poco più bella etc

Allora proviamo a risolvere con il metodo del confronto a coppie utilizzando delle matrici triangolari di grandezza n-1.

Ogni commissario per giudicare la bellezza costruisce una semi matrice o matrice triangolare  di ampiezza n-1, cioè per le quattro ragazze la matrice sarà di questo tipo :

     
   
 

Visto che valutiamo qualità come la bellezza la normalizzazione nono può essere che semantica utilizzando la scala :

1 = Parità ; 
2 = Preferenza minima  ; 
3 = Preferenza piccola; 
4 = Preferenza media ; 
5= Preferenza grande ; 
6 = Preferenza massima.

Ora ogni commissario arricchisce la sua tabella per confrontare a coppie le concorrenti , usiamo questa legenda :

Monica Bellucci -MB-
Belen Rodriguez-BR-
Aida Yespica -AY-
Manuela Arcuri -MA-
 

Commissario vincenzo de prisco

Come detto, valutare le ragazze in funzione delle loro misure non è complesso, in funzione della bellezza totale è più complicato, facciamo un confronto a coppie e vediamo di volta in volta la nostra preferenza basandoci sulla scala semantica. Per semplicità prima di andare in tabella ( la matrice a coppia di ragione n-1) farò un commento .

Tra Manuela Arcuri e Monica Bellucci preferisco di poco ( minimamente) Monica Bellucci.
Tra Monica Bellucci ed Aida Yespica non c’è storia, decisamente la Bellucci
Tra Monica Bellucci e Belen Rodriguez vedo la parità, nessuna prevalenza
Tra Manuela Arcuri e ed Aida Yespica preferisco mediamente l’italiana
Tra Manuela Arcuri e Belen Rodriguez preferenza grande per la Rodriguez
Tra Aida Yespica e Belen Rodriguez massima preferenza per la più giovane Belen

Come ho appuntato ? la sigla della vincitrice ed il punteggio semantico ( nel caso di parità le due sigle )

Commissario Mario

 

Commissario Paolo

 

Ovviamente i commissari hanno compilato le matrici non consultandosi tra di loro ed alla fine tirano le somme :

RISULTA VINCITRICE LA BELEN RODRIGUEZ, se ci fossimo basati solo sulle misure sarebbe stata l’ultima.

Con questo buffo esempio ho voluto focalizzare e commentare la sentenza del CdS, quando non si usano metodi e sistemi di normalizzazione commettiamo degli illeciti, anche se il D.lgs 50/16 non indica le modalità scientifiche conviene come detto in sentenza rifarci agli allegati del DPR 207/2010 .

Solo dopo questi passaggi posso usare le consuete formule lineari e tabellari, altrimenti siamo attaccabili.

 

Al prossimo giro sul codice degli appalti parleremo comunque delle formule matematiche e statistiche.

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ELEZIONI TRASPARENTI, LEGGE SPAZZA-CORROTTI E GDPR

 

Più volte ho sottolineato che la privacy non è disciplinata dal GDPR che ha invece l’obiettivo di dettare politiche per il corretto trattamento dei dati e la libera circolazione degli stessi , basta leggere il titolo corretto del GDPR.

La protezione dei dati non è il diritto fondamentale ASSOLUTO, ma va contemperato con altri diritti fondamentali, proporzionalmente. ( IV considerando).

Già abbiamo visto che alcuni diritti hanno valore superiore ( e non derogatorio) alla riservatezza delle informazioni personali, cfr questo post

Sulla stessa lunghezza d’onda si muove il comma 15 articolo 1 della legge 3/2019, la spazza-corrotti per intenderci, che istituisce la sezione del sito “ELEZIONI TRASPARENTI”

In questa nuova sezione andranno pubblicati i curricula dei candidati nonchè i certificati penali.

15. In apposita sezione, denominata «Elezioni trasparenti», del sito internet dell’ente cui si riferisce la consultazione elettorale, ovvero del Ministero dell’interno in caso di elezioni del Parlamento nazionale o dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, entro il settimo giorno antecedente la data della consultazione elettorale, per ciascuna lista o candidato ad essa collegato nonche’ per ciascun partito o movimento politico che presentino candidati alle elezioni di cui al comma 14 sono pubblicati in maniera facilmente accessibile il curriculum vitae e il certificato penale dei candidati rilasciato dal casellario giudiziale non oltre novanta giorni prima della data fissata per l’elezione, gia’ pubblicati nel sito internet del partito o movimento politico ovvero della lista o del candidato con essa collegato di cui al comma 11, primo periodo, previamente comunicati agli enti di cui al presente periodo. La pubblicazione deve consentire all’elettore di accedere alle informazioni ivi riportate attraverso la ricerca per circoscrizione, collegio, partito e per cognome e nome del singolo candidato. Con decreto del Ministro dell’interno, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalita’ tecniche di acquisizione dei dati su apposita piattaforma informatica.

Questa parte del sito istituzionale ( ma anche tutte le altre sezioni che contengono dati personali, anche non particolari) dovrà essere conformata con il combinato articolo 32 GDPR e Deliberazione 02/03/2011 del Garante Protezione dei dati Personali del Garante Protezione dei dati Personali.

Ed ora viene il bello… non occorre nessun consenso, come quasi sempre mi piace aggiungere . Infatti c’è l’espressa previsione di legge per il trattamento dei dati personali-particolari-di appartenenza politica, dapprima nel considerando 56, poi nell’arcinoto ( almeno così dovrebbe essere ) articolo 6 paragrafo 1 lettera e) , nonché articolo 9 paragrafo 2 lett. b ) GDPR, senza contare le norme settoriali, D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570; Legge 21 marzo 1990, n. 53; Legge 25 marzo 1993, n. 81; D.P.R. 28 aprile 1993, n. 132; D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 197; Legge 30 aprile 1999, n. 120; D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e cosi via.

BASTA L’INFORMATIVA, non serve consenso. Ovviamente diviene indispensabile il ruolo del DPO che dovrà imporre un tempo non eccessivo di pubblicazione dei dati in ELEZIONI TRASPARENTI, anche in ossequio alle LL.GG sulla pubblicità legale degli atti AGID del maggio 2016 .

Grazie di tutto, vi allego una piccola informativa da adattare ovviamente alle vostre esigenze , in rosso le parti da utilizzare se si rientra nell’ambito del comma 15 dell’articolo 1 della spazza-corrotti. I Comuni miei clienti che hanno elezioni sono pregati di avvisarmi per l’inserimento del trattamento nel registro articolo 30.

Devo ringraziare per il supporto l’amico dott. Raffaele Rosolia

PROCEDURA PER FARE UNA RDO APERTA.

 

Nell’ultimo post per risolvere il problema della rotazione degli inviti ho consigliato la procedura RDO aperta ( che ripeto non è una RDO aperta a tutti gli OE iscritti al MEPA, ma una RDO visibile anche a chi ancora non è iscritto , visibile a tutti gli OE ancor prima di autentificarsi in acquistinretepa.it

Ora vediamo con pochi e semplici passaggi come gestire la RDO APERTA sul portale della Consip, in questo post tralascerò le formule di rito, che restano invariate, tratterò solo i semplici passaggi procedurali.

L’OBIETTIVO finale sarà quello di fare apparire la nostra RDO ( perchè si gestisce proprio come una RDO tradizionale ) in questo link :

ed arrivare quindi qui :

Per prima cosa occorre autentificarsi come PO , successivamente cercare il prodotto/servizio da trattare, ad esempio DPI ( Dispositivi per la sicurezza ).

Eventualmente gioco un poco sui filtri per cercare più agevolmente il prodotto/servizio che mi interessa

ed aggiungo in carrello il prodotto che voglio trattare

dal carrello vado a creare una RDO

E qui farò attenzione nella casella di Modalità di selezione dei fornitori da invitare a selezionare RDO aperta, immediatamente il sistema mi fornirà il seguente allert

“Se scegli l’opzione APERTA, la RDO (i suoi dettagli e la documentazione allegata) sarà visibile su www.acquistinretepa.it e potrà sottomettere la propria offerta qualunque concorrente che consegua le necessarie abilitazioni (alla/e categoria/e oggetto della RdO) entro i termini di presentazione dell’offerta”

PROPRIO QUELLO CHE VOGLIAMO !!!!, continuiamo nei soliti modi ,clicchiamo su salva e procedi e visualizzeremo il solito FORMAT al quale già siamo abituati

Alla prossima, ciao ciao

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Iiitalia SI, Italia No..RRROtazione Si rotazione NO, la terra dei CACHI. PITTA SALENTINA e PIADINA ROMAGNOLA.

 

 

Nell’attesa di approfondire la nuova LLGG 4 Anac, ed il recepimento del concetto del bagattellare ( articolo 1 comma 130 L 145/18) alle procedure super semplificate ( affidamento e contrarre in un unico atto) , facciamo un breve riepilogo giurisprudenziale sulla rotazione ( degli inviti ).

Premettendo che motivare l’affidamento ( diretto o negoziato, lett a o b ) è sempre evento eccezionale e mai la norma ( e se per anni rinnovo sempre eccezionalmente posso avere qualche problemino ) , vi ricordo che quando vado in MEPA è importante tenere conto di due cose :

  • l’articolo 53 comma 3 delle regole e-procurement prevede l’obbligo del pagamento dell’imposta di bollo e che responsabile della riscossione è la PA che ne bandisce la negoziazione .
  • quando utilizzo la lettera b dell’articolo 36 comma 2 è sempre prevista la garanzia provvisoria ( Delibera 140/19 ANAC) vedi post

Ora un poco di TAR, partiamo dal Salento con la sentenza 1322/2018 TAR LECCE, ove chiarisce che l’invito a rispondere ad una RDO ove sono invitati tutti gli operatori, anche l’affidatario uscente, non equivale a procedura aperta ex articolo 60, per un motivo semplice l’apertura pensata dal legislatore non può precludersi agli operatori del mercato elettronico, l’apertura deve essere per tutti , intra ed extra MEPA.

Diametralmente opposta sembra e sottolineo S E M B R A la decisione del TAR Bologna 519/18, analizziamola bene e capiamone la forte differenza.

Il TAR Romagnolo non vede nessuna lesione della concorrenza in forza del vantaggio dell’operatore uscente se prima della RDO del MEPA c’è manifestazione d’interesse pubblicata sul profilo del committente ai sensi del combinato articolo 29 codice dei contratti e 37 FOIA.

Successivamente , dando almeno 15 giorni, procedo ad una richiesta di RDO allargata dai potenziali concorrenti che nel frattempo possono essersi inseriti in MEPA, e non escludo dall’invito l’uscente che ha richiesto di essere invitato.

Sembra una lotta culinaria, chi vince tra la PITTA salentina e la PIADINA romagnola ? …. the WINNER IS ….

 

 

 

…..In medio stat virtus , sfruttiamo un’altra opportunità ed andiamo tranquilli, la funzione RDO APERTA del MEPA.

Questo sistema a differenza delle RDO ( chiuse ) ed allargate a tutti gli operatori crea un AVVISO accessibile a tutti, non solo agli iscritti al sistema di e – procurement, quindi non lesivo della concorrenza , a mio modesto parere è la migliore soluzione auspicabile anche perchè convergente all’articolo 58 del codice dei contratti che riporto

Art. 58 (Procedure svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione) 1. Ai sensi della normativa vigente in materia di documento informatico e di firma digitale, nel rispetto dell’articolo 52 e dei principi di trasparenza, semplificazione ed efficacia delle procedure, le stazioni appaltanti ricorrono a procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici nel rispetto delle disposizioni di cui al presente codice. L’utilizzo dei sistemi telematici non deve alterare la parita’ di accesso agli operatori o impedire, limitare o distorcere la concorrenza o modificare l’oggetto dell’appalto, come definito dai documenti di gara. 2. Le stazioni appaltanti possono stabilire che l’aggiudicazione di una procedura interamente gestita con sistemi telematici avvenga con la presentazione di un’unica offerta ovvero attraverso un’asta elettronica alle condizioni e secondo le modalita’ di cui all’articolo 56. 3. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 APRILE 2017, N. 56)). 4. Il sistema telematico crea ed attribuisce in via automatica a ciascun operatore economico che partecipa alla procedura un codice identificativo personale attraverso l’attribuzione di userID e password e di eventuali altri codici individuali necessari per operare all’interno del sistema. 5. Al momento della ricezione delle offerte, la stazione appaltante trasmette in via elettronica a ciascun concorrente la notifica del corretto recepimento dell’offerta stessa. 6. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 APRILE 2017, N. 56)). 7. Conclusa la procedura di cui al comma 6, il sistema telematico produce in automatico la graduatoria. 8. Le procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici possono essere adottate anche ai fini della stipula delle convenzioni di cui all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. 9. Le tecnologie sono scelte in modo tale da assicurare l’accessibilita’ delle persone con disabilita’, conformemente agli standard europei. 10. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) emana, entro il 31 luglio 2016, regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisto e di negoziazione.

come dire in un solo colpo risolviamo i problemi della rotazione , della gara telematica e compagnia bella, eh si la coppa di vincitore va alla tranquillità della gestione tramite procedura telematica ex articolo 58.

 

ed ecco a voi la coppa….

Ancora Gertrude Stein, DELIBERAZIONE 140/19/ANAC

Ancora Gertrude Stein, DELIBERAZIONE 140/19/ANAC

 

Nel ricordarvi dell’articolo di qualche giorno fa,

devo riportarvi un’altra decisione, questa volta non del CdS ma dell’ANAC , in particolare la deliberazione 140/19.

In questa deliberazione si impone a tutte le SA che entro i 40000 euro non applicano l’istituto dell’affidamento diretto ( 36 comma 2 lett a del codice dei contratti ) di chiedere la garanzia provvisoria dell’articolo 93 comma 1 del codice.

1. L’offerta e’ corredata da una garanzia fideiussoria, denominata “garanzia provvisoria” pari al 2 per cento del prezzo base indicato nel bando o nell’invito, sotto forma di cauzione o di fideiussione, a scelta dell’offerente. Al fine di rendere l’importo della garanzia proporzionato e adeguato alla natura delle prestazioni oggetto del contratto e al grado di rischio ad esso connesso, la stazione appaltante puo’ motivatamente ridurre l’importo della cauzione sino all’1 per cento ovvero incrementarlo sino al 4 per cento. Nel caso di procedure di gara realizzate in forma aggregata da centrali di committenza, l’importo della garanzia e’ fissato nel bando o nell’invito nella misura massima del 2 per cento del prezzo base. In caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento temporaneo di imprese, la garanzia fideiussoria deve riguardare tutte le imprese del raggruppamento medesimo. ((Nei casi di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), e’ facolta’ della stazione appaltante non richiedere le garanzie di cui al presente articolo.))

La decisione dell’ANAC è mio modesto parere è giusta, in quanto la norma specifica, l’articolo 103 comma 11 del codice, non prevede una doppia condizione per la richiesta della garanzia provvisoria, importo e metodologia di affidamento, ma salva ( come opzione ) solo la metodologia dell’affidamento diretto ( a prescindere dall’importo ).

E’ facolta’ dell’amministrazione in casi specifici non richiedere una garanzia per gli appalti ((di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), nonche’ per gli appalti)) da eseguirsi da operatori economici di comprovata solidita’ nonche’ per le forniture di beni che per la loro natura, o per l’uso speciale cui sono destinati, debbano essere acquistati nel luogo di produzione o forniti direttamente dai produttori o di prodotti d’arte, macchinari, strumenti e lavori di precisione l’esecuzione dei quali deve essere affidata a operatori specializzati. L’esonero dalla prestazione della garanzia deve essere adeguatamente motivato ed e’ subordinato ad un miglioramento del prezzo di aggiudicazione

Qualora quindi ,le SA volessero anche stando sotto i 40000 euro procedere con l’istituto dell’articolo 36 comma 2 lettera b sarebbero obbligate a chiedere la garanzia dell’articolo 93 comma 1 vedendo ridurre ancora il numero degli operatori economici e quindi la possibilità di EFFETTUARE LA ROTAZIONE DEGLI INVITI.

Vi aspetto nel week end per uno speciale sulla nuova LLGG 4 .

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Procedura ADEMPIENTO AGID del 31/03/2019

Procedura ADEMPIENTO AGID del 31/03/2019

 

Dopo aver letto il post che vi ripropongo , vediamo come adempiere , prendetevi cinque minuti, non di piu.

Per prima cosa puntate il browser su accessibilita.agid.gov.it

e vi troverete questa schermata

Se è la prima volta che fate l’adempimento registratevi, altrimenti cliccate su accedi al sito, o come sempre accade, recuperate la password, non mi dilungo su questi passaggi perchè davvero semplici.

 

Una volta entrati nell’applicativo dobbiamo cliccare sugli obiettivi da raggiungere entro il 31/12/2019

Le scelte sono diverse, prima di tutto vedete se c’è l’atto di nomina del responsabile dell’accessibilità , altrimenti nominatelo

 

Le opzioni da comunicare devono essere ben ponderate, è inutile scrivere cose non raggiungibili nel breve, sarebbe un falso, le opzioni del sistema sono per gli obiettivi :

  • sito web istituzionale
  • sito web tematico
  • sito intranet
  • formazione
  • postazioni di lavoro
  • organizzazione del lavoro

Da questi obiettivi derivano quindici possibili interventi, cosi raggruppati :

  • sette per i siti web
  • due per la formazione
  • uno per le postazioni di lavoro
  • cinque per l’organizzazione del lavoro

Sembra complesso ?, no se siamo soft e veritieri negli obiettivi ,

Il primo obiettivo da raggiungere potrebbe essere quello dell’allegato A del DM Luglio 2005 / 2013

ed uno strumento per valutarne la necessità è il validatore.it

Altra cosa importantissima è abbinare la formazione al personale che deve utilizzare il sito , in modo da avere questo quadro finale :

occorre terminare con l’inserimento del link della pubblicazione dell’analisi , salvare ed inviare la pratica ed attendere la conferma , anche della validazione del link, da parte di no-reply@agid.gov.it.

L’evidenza della operazione deve essere riportata in amministrazione trasparente/altri contenuti/Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati/obiettivi di accessibilità.

ovviamente tutta l’operazione è delegabile al vostro RTD.

BREVE FORMAT DI NOMINA RESPOSANBILE ACCESSIBILTA’

Decreto_di_nomina_responsabile_e_referente_accessibilita

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Accessibilità (web) , controlli ed adempimenti

Accessibilità (web) , controlli ed adempimenti

 

L’articolo 9 comma 7 del DL 179/12 impone i controlli e la verifica dell’accessibilità sui siti web delle PPAA.

La scadenza è per il 31 Marzo.

Sarà l’ultimo anno che l’accessibilità verra valutata sulla legge 4/2004 pura.

Dal prossimo anno la validazione obbligatoriamente dovrà tener conto delle modifiche apportate dal D.lgs 108/16.

Vi riporto i post vecchi per gli approfondimenti .Ovviamente resto a disposizione anche per l’operatività dell’adempimento.

Gertrude Stein , Francesco De Gregori , Affidamenti e rotazione dopo la L. 145/18 ed il parere 445/2019 del Consiglio di Stato

Gertrude Stein ,  Francesco De Gregori , Affidamenti e rotazione dopo la L. 145/18 ed il parere 445/2019 del Consiglio di Stato,

 

Come in un vecchio post che riporto

ricordo Gertrude Stein nel suo “una rosa è una rosa è una rosa ” e la bellissima ” Ragazza del ’95 ” del mitico De Gregori .

Recentemente il CdS con la pronuncia 445 ha ribadito l’inutilità di indagini od altre procedure similari quando si ha prontezza delle condizioni generali di fornitura od espletamento di un servizio.

Per dirla tutta, le modifiche apportate al Codice dei contratti dal 56/17 e la LG 206/2018 non hanno in molti casi prodotto gli effetti sperati.

La motivazione dell’affidamento diretto ( anche senza previa consultazione di due o più OE) va certamente fatta , ma l’obbligo è da ricercarsi negli articoli 3 l. 241/90 e 191 TUEL.

Altra grande novità non sfruttata della deliberazione 206/2018 ANAC è la possibilità di non assoggettare alla rotazione gli “inviti” allo stesso OE che partecipa a procedure di range di prezzi diversi, ma per questo si consiglia l’utilizzo di un regolamento .

Poniamo però l’attenzione su un aspetto fondamentale, questo regolamento a differenza di quello degli acquisti ex articolo 125 del previgente D.Lgs 163/06 non è obbligatorio, l’assenza non inficia gli acquisti sotto soglia ( 35 d.lgs 50/16) ma agevola la gestione e permette di coordinare meglio inviti per il principi di rotazione.

Con le modifiche apportate all’articolo 1 comma 130 L. 145/18 , l’aumento delle spese bagattellari ad euro 5000 occorre subito muoversi e gestire il regolamento ( anche perchè le Nuove LLGG 4 non toccheranno questo aspetto ).

Mi adopero per preparare un regolamento e la modulistica necessaria agli adempimenti e prossimamente invio tutto.

nell’attesa riporto il post sulle novità della L. 145/18.

Se avete letto tutto tralasciando la visione del mitico Francesco De Gregori e della fantastica Ragazza del ’95 avete dei problemi.

 

Ciaoooooo

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Novità ( vere o presunte ) sul CAD

Novità ( vere o presunte ) sul CAD

Per prima cosa vi ricordo che il CAD ormai non si presenta più come un obbligo per le PA ma sempre maggiormente come un diritto per i cittadini, e questo potrebbe ( e già sta accadendo) inficiare molte procedure, anche di notificazioni delle amministrazioni pubbliche.

Iniziamo con il (ri)parlare della trasmissione dei documenti, ribadendo che le PA possono trasmettere i documenti attraverso :

  • PEO
  • PEC
  • INTEROPERABILITA’ / COOPERAZIONE APPLICATIVA

La PEO ( posta elettronica ordinaria ) non è disciplinata dal CAD per un semplice motivo, era preesistente al d.lgs 82/05 , tuttavia occorre ricordare che ha valore giuridico se è possibile accertarne la provenienza ( magari attraverso la protocollazione .

La PEC ( posta elettronica certificata ) è disciplinata sia dal CAD che dal DPR 68/2005 ed ha il vantaggio di garantire e certificare l’invio e la consegna del documento, quindi si parla di presunzione di conoscenza e non di presunzione di conoscibilità.

I servizi di INTEROPERABILITA’ /COOPERAZIONE APPLICATIVA consistono invece in una vera e propria condivisione dei servizi sulle porte di dominio dei server dell’ente

I DOMICILI DIGITALI.

Il 2019 sará l’anno di svolta per i servizi del domicilio digitale, infatti partirà anche il domicilio digitale del cittadino, e guai a non utilizzarlo qualora il cittadino lo abbia comunicato .

il domicilio digitale lo troviamo nella fonte delle definizioni all’articolo 1 comma 1 del CAD, in particolare alla lettera n-ter che riporto

((n-ter) domicilio digitale: un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal regolamento (UE) 23 luglio 2014 n. 910 del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE, di seguito “Regolamento eIDAS”,valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale;))

 

Invece all’articolo 3 bis comma 1 troviamo l’obbligo per le professioni regolamentate , per le imprese e per e per le PA di iscriversi in pubblici registri ove denunciare il proprio domicilio digitale, nello specifico i registri per le imprese ed i professionisti tenuti da INFOCAMERE ( www.inipec.gov.it ) e per le PA gestite in indicepa.gov.it

Tuttavia, come già scritto, la vera novità sarà rappresentata dall’elenco dei domicili digitale per i cittadini ed i professionisti non ordinati , per le associazioni e per tutti i soggetti ( songoli ed associati) che non rientrano nell’elencazione degli articoli 6 bis e 6 ter del D.lgs 82/05.

Infatti recita l’articolo 6 quater

(( (Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese). )) ((1. E’ istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese, nel quale sono indicati i domicili eletti ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. La realizzazione e la gestione dell’Indice sono affidate all’AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture informatiche delle Camere di commercio gia’ deputate alla gestione dell’elenco di cui all’articolo 6-bis. 2. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi il domicilio digitale e’ l’indirizzo inserito nell’elenco di cui all’articolo 6-bis, fermo restando il diritto di eleggerne uno diverso ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. Ai fini dell’inserimento dei domicili dei professionisti nel predetto elenco il Ministero dello sviluppo economico rende disponibili all’AgID, tramite servizi informatici individuati nelle Linee guida, i relativi indirizzi gia’ contenuti nell’elenco di cui all’articolo 6-bis. 3. Al completamento dell’ANPR di cui all’articolo 62, AgID provvede al trasferimento dei domicili digitali contenuti nell’elenco di cui al presente articolo nell’ANPR.))

E’ importante notare l’automatismo per i professionisti, infatti il secondo comma dell’articolo 6 quater chiarisce che i professionisti ( avvocati, ingegneri, commercialisti, medici etc) avranno la c.d. ereditarietà del domicilio digitale, è però fatta salva la possibilità di usarne uno diverso da quello professionale ( avere quindi un domicilio per l’articolo 6 bis ed uno per il 6 quater).

L’articolo 47 disciplina invece molto bene , e facendo intendere che la peo resta lo strumento principale di comunicazione, le comunicazioni tra le PA.

Art. 47 Trasmissione dei documenti tra le pubbliche amministrazioni 1. Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l’utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. Il documento puo’ essere, altresi’, reso disponibile previa comunicazione delle modalita’ di accesso telematico allo stesso. 1-bis. L’inosservanza della disposizione di cui al comma 1, ferma restando l’eventuale responsabilita’ per danno erariale, comporta responsabilita’ dirigenziale e responsabilita’ disciplinare. 2. Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se: a) sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata; b) ovvero sono dotate di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; c) ovvero e’ comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle ((Linee guida)). E’ in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax; d) ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. 3. ((I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b),)) provvedono ad istituire e pubblicare ((nell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi)) almeno una casella di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo. ((Le pubbliche amministrazioni)) utilizzano per le comunicazioni tra l’amministrazione ed i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati.

Cosa comporta questo nuovo assetto giuridico ( ed organizzativo ) ?

Semplice, l’obbligo di avvicinarsi al CAD per evitare che i provvedimenti amministrativi siano carenti di efficacia.

Sembrano cose campate in aria ? direi di no, infatti vi riporto la risposta ( come sempre normata ) sulle procedure di tutti i giorni, l’articolo 6 c1 quater del D.lgs 82/05.

I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, notificano direttamente presso i domicili digitali di cui all’articolo 3-bis i propri atti, compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione e le ingiunzioni di cui all’articolo 2 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, fatte salve le specifiche disposizioni in ambito tributario. La conformita’ della copia informatica del documento notificato all’originale e’ attestata dalresponsabile del procedimento in conformita’ a quanto disposto agli articoli 22 e 23-bis.))

Per chiarezza e semplicità di lettura riporto gli articolo 22 e 23 bis del CAD ed aggiungo il link al DPCM 13/11/14

Art. 22 (Copie informatiche di documenti analogici).

1. I documenti informatici contenenti copia di atti pubblici, scritture private e documenti in genere, compresi gli atti e documenti amministrativi di ogni tipo formati in origine su supporto analogico, spediti o rilasciati dai depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali, hanno piena efficacia, ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile, ((se sono formati ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo.)). La loro esibizione e produzione sostituisce quella dell’originale. ((1-bis. La copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico e’ prodotta mediante processi e strumenti che assicurano che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui e’ tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia.)) 2. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono estratte, se la loro conformita’ e’ attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato, ((…)) secondo le ((Linee guida)). 3. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto delle ((Linee guida)) hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale non e’ espressamente disconosciuta. 4. Le copie formate ai sensi dei commi 1,((1-bis,)) 2 e 3 sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali formati in origine su supporto analogico, e sono idonee ad assolvere gli obblighi di conservazione previsti dalla legge, salvo quanto stabilito dal comma 5. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso di conservazione sostitutiva, la loro conformita’ all’originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al documento informatico. 6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179.

Art. 23-bis (Duplicati e copie informatiche di documenti informatici). 1. I duplicati informatici hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico da cui sono tratti, se prodotti in conformita’ alle ((Linee guida)). 2. Le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformita’ alle vigenti ((Linee guida)), hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale, in tutti le sue componenti, e’ attestata da un pubblico ufficiale a cio’ autorizzato o se la conformita’ non e’ espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l’obbligo di conservazione dell’originale informatico.

link al DPCM 13/11/14

Detto questo è evidente che occorre cambiare il nostro modo di lavorare e le software house devono interfacciarsi con le anagrafiche degli elenchi detenuti da INFOCAMERE ai sensi dell’articolo 6 bis.

Ancora più complessa è la situazione nel caso in cui ci sia un’elezione a domicilio speciale dell’articolo 47 del cod.civ., il nostro gestionale amministrativo dovrà contenere una serie di casistiche per delle comunicazioni spot , relative al singolo atto od affare.

 

Buon lavoro, ovviamente sapete che C@ronte vi accompagnerà .

Consiglio anche di leggere :

DISCORSI ATTORNO AL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE DIGITALE, L’INUTILITA DI FIRMARE CON STAMPIGLIATURA D.LGS 39/93

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